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Saranno Fumosi – Clarence Seedorf, Boa senza veleno

di Nicolò Toccaceli
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© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Una rubrica ideata da Sabatino Durante e Raffaele Garinella che si occupa degli ex calciatori nerazzurri che hanno deluso le aspettative. Più fumo che arrosto. Saranno Fumosi

Bentornati alla rubrica di Inter Dipendenza Saranno Fumosi, dedicata agli ex calciatori dell'Inter che, rispetto al resto della carriera, hanno deluso le aspettative durante la loro parentesi in nerazzurro. Oggi è il turno di Clarence Seedorf.

Tutti ricorderete il Seedorf di Madrid, giocatore spaventoso. Siamo alla fine degli anni '90, ed in quattro stagioni e mezza gioca 159 partite e segna 20 gol. Gioca quasi sempre come mediano sinistro, a volte anche come esterno sinistro in un centrocampo a quattro. Il giorno della nascita della sua prima figlia segna un gol da 45 metri. Vince una volta la Liga, contribuisce alla vittoria della Champions League - battendo in finale la Juventus, nel 1998 - e una Coppa Intercontinentale. Poi però il Real si incarta: in panchina arriva Toshack che non lo vede proprio, lui perde il posto da titolare e la società deve vendere dopo essersi svenata per comprare Anelka. Seedorf litiga con tutti e nel mercato invernale del 2000 viene ceduto all’Inter per 42 miliardi di lire.

Seedorf è un Boa capace di tutto. Sa giocare ovunque, calcia di destro e sinistro, sputa veleno tossico per gli avversari ad ogni gesto tecnico che compie. All'Inter, però, il suo veleno sembra terminato, e si verifica il disastro. In nerazzurro non gioca mai nel suo ruolo naturale, quello di trequartista tra le linee e, benché le sue abilità gli concedono il lusso di adattarsi anche fuori ruolo, con Tardelli in panchina l'olandese esplode, lasciandosi andare a dichiarazioni come: «Ho detto a Tardelli che vorrei giocare sempre trequartista. Io so fare un po’ di tutto e questo, paradossalmente, è stato un grosso problema per la mia carriera. Il calcio di oggi vive di specialisti. Saprei come disporci in campo, ma purtroppo non faccio io l'allenatore qui».

Tardelli a un certo punto smise di farlo giocare, e Clarence non ebbe grandi fortune l’anno successivo con Cuper. Nel 2002, la follia: non ancora paghi dall’affare Pirlo, che fu ceduto al Milan per 35 miliardi, ma rimarrà per sempre un rimpianto nella storia dell’Inter, i nerazzurri si rendono protagonisti di un’operazione di mercato fuori dal pianeta. Seedorf, Campione d’Europa con Ajax e Real Madrid, viene accantonato dal tecnico argentino che lo regala di fatto ai rossoneri in cambio del terzino sinistro Francesco Coco, fresco della bella esperienza in prestito al Barcellona. Lo scambio viene fatto alla pari, nonostante la grossa cifra che l’Inter aveva sborsato per Clarence nel 2000!

Nel Milan il Boa ritrova il perduto veleno e si consacra, diventando un perno del celebre centrocampo del Milan ancelottiano composto da lui, Pirlo e Gattuso, mentre Coco collezionerà figuracce ripetutamente in nerazzurro, proseguendo l’infelice tradizione dei terzini sinistri all’Inter. Seedorf contribuirà fattivamente ai successi del club rossonero, vincendo due scudetti, due Champions League, un Mondiale per Club, due Supercoppe Europee, due Supercoppe Italiane ed una Coppa Italia, chiudendo la sua carriera al Milan con 432 presenze e 62 gol.

Restano i rimpianti per ciò che poteva essere e mai è stato. Clarence Seedorf, il Boa senza veleno, ma in nerazzurro estremamente... Fumoso.

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